Poeti e artisti rileggono la storia della città
Spazio Taverna
Andrea Cortellessa
ISBN 978-88-97610-49-6
Il volume può essere acquistato direttamente presso il bookshop-portineria dell'Accademia Nazionale di San Luca
o può essere richiesto inviando una mail a: amici@accademiasanluca.it
In quante forme un trauma deve riapparire prima che riesca ad adempiere al suo compito di diventare sorgente?
Le Ferite di Roma è un progetto ideato per mettere la città in relazione diretta con alcuni traumi iconici e irrisolti della sua storia. La ferita infatti è una soglia, una possibilità di passaggio tra uno stato di coscienza e un altro: se questa viene ignorata, invece di aiutarci a trasformarci, ci fa ricadere in un doloroso immobilismo.
Nel caso di ferite che appartengono alla storia, come quelle affrontate nel progetto, esse sono collettive e risiedono nella coscienza comune della città. Affrontarle e integrarle ci permette di evitare che, se lasciate sottopelle, possano depotenziarci nella nostra capacità di immaginare e progettare il futuro.
Se non vengono digerite, le ferite ritornano a pulsare e riappaiono nelle generazioni future. Questo progetto ha il desiderio, in primis, di riportare questi eventi storici in superficie permettendo alla città di confrontarvisi. Poi, grazie allo sguardo dell’artista, ogni ferita viene simbolizzata, come sigillata, per poterla guardare da un punto di vista insolito, capace di aiutarci nel processo della sua comprensione.
Con la donazione delle opere degli artisti all’Accademia Nazionale di San Luca questi atti di cura simbolici entrano nel patrimonio comune della città: si apre così la possibilità di guardare questi accadimenti storici irrisolti anche da parte di altri occhi. La scelta di coinvolgere dieci poeti, a fianco degli artisti, è stata necessaria per far sì che ogni trauma, oltre a essere ricordato e simbolizzato, possa essere verbalizzato, seppur nella sua incomunicabilità. Un processo iterativo e progressivo che, attraverso i diversi sguardi, inesorabilmente libera e rilascia energie compresse alla città, restituendole la leggerezza di potersi immaginare nel futuro, assegnando nuovi strati di significato alla propria storia. D’altronde la memoria è sempre presente, e riemerge solamente negli occhi di chi la ricorda e la studia. Forse riorientando la nostra volontà diventa possibile anche “desiderare” ciò che di terribile è accaduto, per essere finalmente padroni del nostro presente?