Da lunedì 4 maggio a venerdì 8 maggio 2026, dalle ore 15.00 alle 17.00, la Biblioteca dell’Accademia Nazionale di San Luca presenta nella sala lettura una esposizione libraria dedicata ai volumi:
- Charles Percier e Pierre-François-Léonard Fontaine, Palais, maisons, et autres édifices modernes, dessinés à Rome (Paris, 1798); Choix des plus celebres maisons de plaisance de Rome et de ses environs (Paris, 1809); Recueil de décorations intérieures, comprenant tout ce qui a rapport à l'ameublement (Paris, 1812)
- Paul Letarouilly, Édifices de Rome moderne, 4 volumi (Paris, 1856)
L'iniziativa intende offrire al pubblico l'opportunità di conoscere alcuni preziosi volumi del patrimonio bibliografico dell’Accademia e di visionare i volumi esposti che potranno essere sfogliati grazie all’assistenza dei bibliotecari.
Paul-Marie Letarouilly (Coutance 1795 – Paris 1855)
Les Édifices de Rome Moderne; ou Recueil de palaces, maisons, églises, couvents et autres monuments publics et particulieres les plus remarquables del la ville de Rome dessinés, mesurés et publiés par Pl. Letarouilly Architecte. Paris: Bance, 1856 e 1860
Ciò che immediatamente colpisce sfogliando le 354 tavole de Les Édifices de Rome Moderne sono due fattori concomitanti. Il primo è lo spostamento del baricentro dell’interesse critico per l’architettura romana dall’antichità al Rinascimento. Il secondo è la politezza del segno che permea l’immagine rarefatta che Letarouilly offre della città “Maîtresse du monde entier”. I minuziosi rilievi allineati nei tre volumi di incisioni non si limitano a rappresentare un repertorio di edifici ritenuti emblematici, ma costituiscono un’innovativa Descriptio Urbis Romae tramite un’indagine meticolosa, fondata su un ideale di precisione ‘chirurgica’, conquistata superando ogni tentazione meramente figurativa.
I disegni degli edifici di Roma moderna non sembrano descritti con l’intenzione di presentarli sul tavolo da lavoro dell’architetto come si offrono nella realtà, ma come se fossero progetti ancora da realizzare. L’efficacia dell’opera – attendibile per la verifica continua sul campo trascritta da un codice segnico rigoroso e pedagogicamente trasferibile – si esprime nei tre registri di valenza ‘anatomica’ con cui i rilievi sono rappresentati: le viste generali e planimetrie di inquadramento; l’analisi dell’articolazione tipologica; l’indagine morfologica e costruttiva sui dettagli.
Le architetture oggetto delle anatomie critiche del Letarouilly sono sezionate secondo un progetto di ricostruzione sintetica in corpi integri, virtualmente incorruttibili e completi come con ogni probabilità quasi mai lo furono davvero. Tale perfettibilità formale ostinatamente inseguita dall’autore sembra voler distaccare queste opere esemplari dalla dimensione di cui Roma esprime la quintessenza: il tempo che tutto modifica e guasta, rappreso nell’emblematica delle rovine che, soprattutto grazie alle profezie iconografiche di Piranesi, aveva condensato nell’immaginario architettonico lo spessore materico della Forma Urbis come inscindibile dal suo inarrestabile disfacimento rappresentato come valore in sé.
Les Édifices de Rome Moderne sposta pertanto l’asse di osservazione sulla città selezionando exempla tramite un metodo di indagine sul costruito che supera l’uso limitatamente strumentale del disegno. Letarouilly spinge infatti la rappresentazione dell’architettura finché disegno e progetto coincidono nella ricostruzione sintetica dell’Urbe. L’essenza propulsiva del rinnovamento formale e linguistico della Roma ‘moderna’ è così riassunta da una collezione di frammenti architettonici ricomposti in un paesaggio urbano inedito poiché svincolato dal tempo.
Tale operazione monumentale, che impegna Letarouilly per oltre trent’anni ma che egli non vedrà conclusa e interamente pubblicata, verte sulla codificazione di un linguaggio di traduzione della realtà basato su un’intenzione che oggi diremmo ‘minimalista’: definire un sistema segnico di rappresentazione la cui forza espressiva risiede nel silenzio, nella sottigliezza della simplex linea, rinunciando alle ombre o riducendole al minimo necessario. Il codice grafico del disegno non è il semplice riflesso dell’inconscio figurativo di un’epoca. Al contrario, l’essenzialità delle tavole conferma e smentisce al contempo le regole figurative del tardo-illuminismo proprie dell’orizzonte di riferimento dell’autore. In particolare, il modello che Letarouilly estende e supera sul piano metodologico è Palais, Maisons et autres édifices modernes, dessinés à Rome (Paris 1809) dei suoi maestri dell’École de Beaux-Arts Charles Percier e Pierre-François-Léonard Fontaine. L’opera raccoglie i disegni a pura linea dei principali monumenti della città insieme a quelli di edifici comuni di diverse epoche, aspetto che rappresenta per Letarouilly il presupposto del suo ‘scavo analitico’ nella Roma ‘moderna’, il cui radius si misura nell’estensione del valore intrinseco di un edificio alla sua appartenenza alla città.
Per le ragioni che si è cercato di richiamare, sfogliare ‘in presa diretta’ le tavole del Letarouilly è l’occasione per riosservarne le opere emblematiche che vi sono descritte attraverso una lente ideale, depurata da tutto il superfluo: LesÉdifices de Rome Moderne indica un metodo di chiarezza esemplare. Lo sguardo dell’autore sul Rinascimento romano è teso a leggerne sia il valore di rielaborazione dei modelli antichi, sia il distacco da ogni intenzione di restaurazione. L’opera misura la capacità critica degli architetti che operarono a Roma tra Cinquecento e Seicento di superare l’eredità del classico facendone un progetto ‘moderno’, basato sulla dissezione analitica e la ricomposizione sintetica della forma architettonica.
La capacità di Letarouilly di riallineare i grandiosi edifici della Roma ‘moderna’ in un progetto interpretativo sembra infine suggerire un richiamo a una condizione a cui oggi si rischia di rinunciare definitivamente: la necessità di riaffermare la responsabilità etica in architettura fondata sull’esercizio della verifica continua, oltre che sulla ragione critica che sempre presiede a un rapporto bilanciato tra progetto, tecnica e finalità. [Guido Morpurgo]
A corredo dell’esposizione saranno disponibili QR code che rimanderanno a schede descrittive e contenuti di approfondimento digitali. Per garantire una corretta e agevole visione dei volumi, i visitatori saranno accolti in gruppi che non potranno superare il numero di 10 persone per volta.
Avviso ai lettori
Durante l’orario di esposizione (ore 15.00–17.00 nei giorni indicati) il servizio di distribuzione dei volumi in consultazione sarà temporaneamente sospeso.
in copertina: Paul-Marie Letarouilly, Vue générale de la place et du palais , in Édifices de Rome moderne…, Paris, Bance, 1856, t. II, pl. 115 (particolare)